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La BCE è pronta ad alzare i tassi d’interesse bancari, analizziamo la notizia

La BCE è pronta ad alzare i tassi d’interesse: il Bollettino dell’Istituto annuncia un incremento dei tassi di 75 punti base. La mossa è arrivata quando la Banca centrale europea ha iniziato a prendere in considerazione un incremento dei tassi di interesse dello 0,5% a febbraio e a marzo. È quanto è stato annunciato da Klaas Knot, membro del consiglio direttivo della BCE.

BCE, la politica di inasprimento dei tassi di interesse

La prospettiva degli incrementi dei tassi più lenti si è aggiunta alle speranze che l’Eurozona possa evitare una spirale recessiva. Il proseguimento della politica di inasprimento della Banca Centrale Europea è dovuto al tasso inflattivo in aumento. Si tratta di un inasprimento quantitativo che consentirebbe di incrementare gradualmente i 15 miliardi di euro.

World Economic Forum di Davos ha sottolineato:

 “Quello che abbiamo visto finora sono dati che non sono incoraggianti dalla nostra parte. Abbiamo visto un’altra lettura dell’inflazione in cui non ci sono stati segni di riduzione delle pressioni inflazionistiche”.

La BCE diventa troppo aggressiva con la sua politica di inasprimento limitando la crescita economica.

BCE: perché aumenterà i tassi di interesse?

Le decisioni annunciate dal Consiglio direttivo della BCE sono finalizzate a contrastare l’incremento dell’inflazione e i suoi effetti negativi per le imprese e per gli utenti per raggiungere la finalità della stabilità dei prezzi, ovvero un tasso di inflazione del 2% all’anno nel medio termine.

La crescita dei prezzi delle materie energetiche è la causa principale dell’incremento del tasso inflattivo e sta diminuendo la crescita economica. È possibile che la BCE decida di incrementare i tassi per limitare la domanda di liquidità da parte degli istituti di credito e tenere sotto controllo il tasso inflattivo. Il tasso di inflazione potrebbe incrementare se la domanda di liquidità da parte delle banche fosse troppo elevata.

Rincaro Mutui a seguito del rialzo tassi d’interesse BCE

Con l’annunciato rialzo dei tassi di interesse della BCE, i tassi sui mutui e sui prodotti di finanziamento di medio-lungo periodo sono destinati ad incrementare, essendo agganciati ai tassi di riferimento dell’Eurozona ed al tasso Euribor. Secondo l’ultimo rapporto dell’ABI, i volumi dei prestiti non ne hanno risentito.

L’impatto più evidente è quello sui mutui a tasso variabile, la cui rata è salita tra i 33 ed i 43 euro. Si tratta di mutui che stanno salendo per effetto dei rialzi del costo del denaro. Rispetto alla stagione estiva scorsa il mutuo a tasso variabile ha subito un incremento fino a 200 euro. L’importo della rata mensile del mutuo a tasso variabile a 10 anni è salito a 33 euro ad oltre 1400 euro. La rata del mutuo a venti anni è salita a 36 anni ed un mutuo a trenta anni rincarerà di circa 40 anni. Sul mutuo a tasso variabile impatta il rialzo dei tassi variabili, mentre i mutui a tasso fisso si basano sulle elaborazioni di medio-lungo periodo.

Quantitative easing: in calo l’acquisto dei titoli

Una nota positiva della scelta del Consiglio Direttivo BCE riguarda la “stretta” sull’austerità riguardo l’acquisto dei titoli. La Banca Centrale Europea ha confermato che il portafoglio dell’Asset Purchase Program subirà un calo di 15 miliardi di euro al mese dall’inizio di marzo alla fine del mese di giugno 2023.

Quali sono i rischi per le imprese?

L’aumento del tasso dei mutui impatterà anche sull’attività delle imprese: secondo Confesercenti stima un incremento di costi che potrebbe raggiungere i nove miliardi di euro nei prossimi 3 anni.

Una nota Confesercenti sottolinea:

“L’aumento dei tassi di interesse annunciato dalla Bce rischia di pesare come un macigno sui conti delle imprese italiane, già provate da pandemia, inflazione e caro energia”.

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