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L’evoluzione dei mercati emergenti nel 2023: opportunità e sfide

Quali sono le opportunità e le sfide dell’evoluzione dei mercati emergenti nel 2023? Ecco quali sono le previsioni dei mercati emergenti sole 24 ore.

Il miglioramento del quadro economico tra i mercati emergenti sostiene le aspettative di rendimenti più elevati: la crescita del PIL dei mercati emergenti è destinata a superare quella delle economie più avanzate nel prossimo biennio. Le previsioni degli analisti e degli economisti parlano chiaro e sembra prevedersi un anno ricco di interessanti opportunità e sfide.

Nel 2023 ci sarà una vera e propria svolta per queste economie in sofferenza. Sono stati dodici mesi difficili per i mercati emergenti, che hanno visto più governi andare in default e i titoli azionari ed obbligazionari hanno subito perdite a due cifre.

Molti economisti e investitori sono ottimisti sul fatto che prossimamente ci potrebbero essere delle interessanti sorprese ed opportunità. I mercati emergenti potrebbero trarre interessanti benefici dai maggiori player dell’economia internazionale: Stati Uniti d’America e Cina. Per prevedere cosa accadrà alle economie emergenti nel corso dell’anno 2023 ci sono anche altri fattori da tenere in considerazione. Scopriamo in questa guida le previsioni dei mercati emergenti: come reagiranno le economie della Cina e della Russia? Facciamo chiarezza.

Quali sono i mercati emergenti nel 2023?

I mercati emergenti sono Paesi in via di sviluppo che stanno diventano sempre più impegnati con i mercati globali. Quali sono le economie di mercato emergenti? I Paesi classificati come economie di mercato emergenti sono quelli che presentano alcune caratteristiche dei mercati sviluppati. Attualmente, alcune importanti economie di mercato emergenti includono India, Messico, Russia, Arabia Saudita, Cina e Brasile.

Ci sono determinate caratteristiche che connotano i mercati emergenti nel 2023: reddito pro capite elevato, forte crescita economica, sistema di regolamentazione affidabile, accessibilità da parte degli investitori stranieri e mercati obbligazionari e azionari liquidi. Le economie di mercato emergenti possono sviluppare istituzioni normative e finanziarie e transitano da un’economia a basso reddito e meno sviluppata ad un’economia industrializzata che riesce ad offrire maggiori opportunità di guadagno alle imprese ed ai cittadini.

Mercati emergenti previsioni

La ripresa dei mercati emergenti nel 2023 dipende da una serie di questioni geopolitiche. Dopo tanta incertezza economica e geopolitica si potrà prevedere un rimbalzo dei mercati emergenti nel 2023? Facciamo chiarezza.

Cina

La Cina si riprenderà dalle restrizioni imposte dal governo per fronteggiare la pandemia? La Cina rappresa 1/3 della capitalizzazione di mercato di molti indicatori dei mercati emergenti. Ad impattare negativamente sulla crescita economica cinese sono state le restrizioni imposte dal governo cinese, la crisi del mercato immobiliare e la stretta sui titoli tech. La Cina si concentrerà sulla crescita economica, implementando la politica monetaria espansiva per stimolare i consumi interni.

Con una forza lavoro in contrazione e rendimenti decrescenti per gli investimenti di capitale, la crescita nei prossimi anni dipenderà dall’aumento della crescita della produttività in calo. Senza riforme, si stima che la crescita scenderà al di sotto del 4% nei prossimi cinque anni. Quando il tasso di crescita della Cina aumenta di 1 punto percentuale, la crescita negli altri Paesi aumenta di circa 0,3 punti percentuali, secondo una recente analisi del FMI. Ciò sottolinea come le riforme interne potrebbero rilanciare l’economia cinese e anche quella di altri Paesi.

Russial

La Russia si è ritirata dall’economia mondiale quando ha invaso l’Ucraina nel febbraio 2022 e tutto il mondo occidentale ha irrogato pesanti sanzioni ed un esodo delle aziende dalla Russia. Per l’anno 2024 il Cremlino prevede di aumentare la spesa militare al 6% del PIL nazionale. Si tratta di una cifra ben superiore all’attuale bilancio militare, che comprende il 3,9% del PIL russo. Il think tank ha sottolineato in una nota la settimana scorsa che:

“La spesa record per la difesa dimostra che il Cremlino non ha intenzione di porre fine alla guerra contro l’Ucraina: al contrario. Anche se i combattimenti diventassero meno intensi o il conflitto si congelasse, il denaro andrà a ricostituire gli arsenali militari esauriti della Russia”

L’economia di guerra voluta dallo stesso Putin comporta un sistema produttivo meno efficiente:

“Inoltre, la spesa così sbilanciata verso le esigenze militari e sociali può essere sostenibile solo se lo Stato è in guerra. Un’economia di guerra dipendente dalle importazioni è destinata a un’inflazione elevata, il che significa che i tassi di interesse probabilmente rimarranno elevati. Questo rappresenta un rischio per i livelli di investimento”

sottolineano gli analisti:

“Puntando tutto sull’aumento delle spese militari, il Cremlino sta costringendo l’economia nella trappola della guerra perpetua”.

Secondo un gruppo di esperti intervistati dal Consiglio Atlantico, la Russia potrebbe fallire entro il prossimo decennio: la sua economia vacilla.

Dollaro statunitense e tassi di interesse: l’impatto sui mercati emergenti nel 2023

Un rallentamento dell’incremento dei tassi di interesse negli USA ed in altri sistemi economici potrebbe porre le basi per una ripresa economica dei mercati emergenti nel corso del corrente anno. Un pivot della FED dovrebbe stimolare il mercato obbligazionario e valutario dei mercati emergenti.

Secondo il Sole 24 ore sembrerebbe che i mercati emergenti siano i grandi motori di crescita del mondo, con popolazioni ampie e giovani, istruite e dotate di spirito imprenditoriale che stanno aumentando la propria ricchezza beneficiando di investimenti di capitale interni ed in entrata, sempre più gestiti da governi stabili e conservatori a livello fiscale.

L’integrazione tra le economie dei mercati emergenti potrà così contribuire a sostenere questa crescita e a ridurre la dipendenza dai Paesi sviluppati che al contrario crescono più lentamente. La correlazione negativa tra titoli azionari dei mercati emergenti e il dollaro statunitense potrebbe vacillare consentendo a questi Paesi di avere la meglio.

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